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Addio a Folco Quilici, grande documentarista, scrittore e ambientalista

Ha diretto 9 lungometraggi (a Berlino, 60 anni fa, fu premiato per Ultimo paradiso, giudicato miglior documentario del festival) ma soprattutto ha firmato decine di libri e un'impressionante quantità di programmi televisivi. Chiunque sia cresciuto negli anni '60 ha imparato molte cose sugli animali, sul mare, sull'ambiente, sul mondo guardando serie tv come L'Italia vista dal cielo, Islam, L'alba dell'uomo, Viaggi nella storia e tante altre. Tra i suoi film va ricordato Sesto continente, che nel 1954 fu il primo film a colori della cinematografia subacquea italiana: documentava una spedizione nel Mar Rosso organizzata da Bruno Vailati, anch'egli regista ed esploratore, e da Raimondo Bucher, pioniere della pesca subacquea e della fotografia italiana. Il film fu presentato a Venezia nel '54 e rimane un lavoro anticipatore (il celebre Il mondo del silenzio, cofirmato da Jacques-Yves Cousteau e Louis Malle, avrebbe vinto la Palma d'oro di Cannes solo nel 1956). Gli altri film di Quilici da ricordare sono Dagli Appennini alle Ande (1960), Ti-Koyo e il suo pescecane (1961), Oceano(1971) e il più recente Cacciatori di navi (1990). Quilici è stato anche un importante fotografo, un giornalista che ha pubblicato reportage su «Life», «Epoca», «Panorama», «L'Europeo», «La Stampa», «Il Corriere della sera», «Il Messaggero». Ha vinto tutti i premi che si potevano vincere, ha avuto nel 1983 la "Medaglia D'Oro" per meriti culturali dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, ha tenuto corsi in molte università italiane e straniere e, nel 1995, è tornato al Centro Sperimentale da docente.

Alla moglie Anna e al figlio Brando è giunto, a nome del Paese, il cordoglio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Scompare una figura di intellettuale moderno che ha saputo dare alle immagini il senso profondo della narrazione del nostro pianeta - si legge nel messaggio del capo dello Stato - La duplice dimensione che ha saputo offrire nelle sue opere, con una asciutta e ricca documentazione di sapore antropologico e con quella legata, invece, alla vita degli animali, ci ha proposto letture dei territori, a partire da quello marino, di una originalità insuperata, aprendoci a mondi e civiltà sino ad allora solo fantasticate dal grande pubblico. Il contributo dato ha rappresentato un passo decisivo nella crescita di una educazione e di una cultura ambientalista".

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