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Artale e Ticozzi vincono al 34° Torino Film Festival

 

A Torino si è conclusa trentaquattresima edizione del TFF. Ecco i premi e motivazioni nelle due principali sezioni dedicate al documentario.

 

INTERNAZIONALE.DOC

 

La Giuria di Internazionale.doc, composta da Kamal Aljafari, Ann Carolin Renninger, Gaël Teicher, assegna i seguenti premi:

 

Miglior film per Internazionale.doc a Houses Without Doors di Avo Kaprealian (Siria/Libano, 2016)

 

Con la seguente motivazione:

“In una situazione impossibile, ci fa vedere l’impossibile - dal balcone di casa egli guarda il mondo intero. Ci fa sentire come i siriani e gli armeni rappresentino tutta l’umanità e ci restituisce la fiducia nella capacità del cinema di aiutare tutti gli essere umani a esistere e a resistere in ogni epoca”.

 

Premio Speciale della giuria per Internazionale.doc a Attaque di Carmit Harash (Francia, 2016)

 

Con la seguente motivazione:

“Perché si pone nel cuore del caos sollevando interrogativi sulle tante immagini che ci circondano, con uno spirito libero e con uno humour che aiutano a prendere le distanze e a sconfiggere la depressione, perché propone di non credere alle immagini ma trattarle in modo originale e nuovo”.

 

 

ITALIANA.DOC

 

La Giuria di Italiana.doc, composta da Eleonora Danco, Luciano Rigolini, Marcello Sannino, assegna i seguenti premi:

 

Miglior Film per Italiana.doc a Saro di Enrico Maria Artale (Italia, 2016)

 

Con la seguente motivazione:

“Un viaggio alla ricerca di un padre mai conosciuto. Un documentario intimo e spiazzante diretto con incredibile lucidità e rigore. L’autore riesce a trattare la sua storia con intensità e coraggio, attraverso una struttura narrativa coinvolgente dove la dimensione personale diventa universale”.

 

Premio Speciale della giuria per Italiana.doc a Moo Ya di Filippo Ticozzi (Italia, 2016)

 

Con la seguente motivazione:

“Un documentario intenso e raffinato. Uno sguardo poetico che scava un territorio segnato da un trauma di violenza e morte la cui memoria è viva nel protagonista Opio e nelle persone che incontriamo. Il regista riesce a creare con sensibilità e rigore una vera mimesi tra la temporalità filmica ed il tempo sospeso della vita quotidiana dove la natura è una lunga lacrima colorata”.

 

 

 

Assegna inoltre una menzione speciale a:

 

A Bitter Story di Francesca Bono (Italia, 2016)

 

Con la seguente motivazione:

“La giovane autrice decide di confrontarsi con una delle questioni sociali più imminenti: l’integrazione. Gli adolescenti di una piccola comunità cinese che affrontano le decisioni sul proprio futuro sospesi in un limbo identitario e territoriale. Un approccio formale e psicologico audace che fa uso della messa in scena non escludendo momenti di autentica intimità, riuscendo così ad andare oltre il realismo frontale senza perdere la sincerità”.


 

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